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Agricola Vallecamonica

Furono i Romani insediati, a partire dal 16 a.c., a Cividate Camuno che introdussero e diffusero la vite, che trovò  in questa porzione della Valle, clima e suoli in grado di permettere produzioni di qualità. La vite in Valle fu poi soggetta a una grande diffusione nel basso Medioevo; numerosi documenti, spesso riferibili alla Mensa Vescovile di Brescia, attestano, infatti, la sua ampia diffusione nell’XI secolo era ampiamente diffusa dove la viticoltura si sviluppava lungo i terrazzamenti (ruc in dialetto camuno) e quasi ogni famiglia aveva una produzione propria.

La superficie vitata tuttora presente in Vallecamonica risulta essere di circa 140 ettari, con circa 500 viticoltori che generalmente, nel dopolavoro o da pensionati, curano i propri preziosi vigneti. I vitigni maggiormente presenti in Valle risultano essere soprattutto il Merlot ed il Marzemino, per i vitigni a bacca nera. Muller Thurgau, Incrocio Manzoni e Riesling Renano risultano essere invece i vitigni a bacca bianca più presenti. Vi sono inoltre vitigni autoctoni che purtroppo stanno scomparendo quali il Valcamonec, l’Erbanno ed il Sebina.

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